La stella verde

James Mahu – The cover art for Lyricus: The First 10 Years

Venerdì scorso, il 31 marzo, mi ha chiamato un’amica di Roma per parlarmi di una sua conoscente che avrebbe avuto bisogno di un aiuto psicologico aperto alle dimensioni spirituali. Ovviamente non potevo che consigliarle di rivolgersi a Mirella e Elisabetta, le due psicoterapeute che quindici anni fa mi hanno aiutato a ritrovare il contatto con la parte più profonda di me stesso e mi hanno aperto le porte di un universo multidimensionale.
Da diversi anni non ho avuto più alcun contatto con loro, pur ripromettendomi spesso di rivederle appena possibile. Ma in questi anni ho avuto poche occasioni di andare a Roma, e quando sono andato è stato solo per pochi giorni, per trascorrere un po’ di tempo con mia sorella, che vive nella capitale, e quindi con poco spazio per altro. Ciononostante ho sempre mantenuto per loro un posto nel cuore e nel pensiero e in qualche modo le ho sempre sentite vicine.
Dopo avere chiuso la telefonata con la mia amica sono andato su Internet per verificare nei loro siti i loro attuali recapiti. Sapevo che Mirella da tempo era diventata un’insegnante di Theta Healing e si dedicava principalmente a quello, e aveva creato un centro di ricerca interiore, il Centro Magdala. Così ho cercato di andare sul sito del centro, che risultava però irraggiungibile. La cosa mi ha sorpreso, e ho cercato allora la pagina Facebook del centro. Io non sono su Facebook, e posso vedere solo le pagine pubbliche, tra l’altro con fastidiose restrizioni. Perciò anche quelle che mi interessano non le consulto spesso. Sulla pagina Facebook del Centro Magdala con mio grande sconcerto e dolore ho trovato l’annuncio del funerale di Mirella, risalente ai primi di dicembre dello scorso anno. In questo modo ho saputo che Mirella era tornata dall’altra parte del velo.

Il mio primo incontro con Mirella risale a più di quindici anni fa. Dalla fine degli anni ottanta avevo iniziato a interessarmi all’ipnosi regressiva e mi ero convinto che fosse la strada giusta, e forse l’unica, per risolvere alcune profonde sofferenze che mi avevano tormentato più o meno per tutta la vita, ripresentandosi ciclicamente. Finalmente all’inizio del nuovo millennio erano maturate le condizioni e il tempo per intraprendere quella strada, e nella mia ricerca di un professionista qualificato, per una di quelle sincronicità che quando siamo pronti ci cambiano la vita, mi ero imbattuto in Mirella Tavernise. Uno scambio di mail mi aveva convinto che fosse la persona giusta, e così il pomeriggio del 20 settembre del 2001, pochi giorni dopo l’attentato alle Torri gemelle di New York, ero seduto su una panchina sotto casa sua, che allora era anche il suo studio, in attesa che arrivasse l’ora del mio appuntamento. Ero ovviamente emozionato e anche un po’ agitato, e mentre aspettavo avevo ricevuto la telefonata di un mio carissimo amico che mi annunciava l’avvenuta nascita di suo figlio. Oltre alla gioia per il lieto evento, avevo sentito che quella telefonata era un’ulteriore indizio che quel giorno segnasse anche per me una nuova nascita.
La seduta con Mirella mi confermò che avevo scelto bene, anche se le mie aspettative furono in parte deluse perché le mie resistenze mi impedirono di abbandonarmi alla trance e non fui in grado di ricordare o vedere quasi nulla. Il giorno successivo, alla fine della seconda seduta, Mirella si era già fatta un quadro sorprendentemente chiaro della mia personalità e mi disse lapidariamente che nel corso degli anni mi ero costruito una corazza di razionalità talmente resistente che ci sarebbe voluta una carica di dinamite per farla saltare. Mi consigliò perciò di affiancare alle sedute con lei un lavoro con la respirazione olotropica, una tecnica autoesplorativa molto potente ideata dallo psichiatra Stanislav Grof, e mi indirizzò da una sua collega ed amica, Elisabetta Corberi, che, nonostante la respirazione olotropica si svolga normalmente in seminari di gruppo, si era detta disponibile ad incontrarmi il giorno successivo per una respirazione individuale.
Quello fu l’inizio di un percorso affascinante e profondo che oltre che aiutarmi a conoscermi meglio, a risolvere diversi nodi della mia vita e ad alleggerire molte delle mie sofferenze ricorrenti (e ad eliminarne definitivamente qualcuna), mi dischiuse le porte di una realtà multidimensionale che vagamente già intuivo con la mente ma che finalmente iniziai a percepire e sperimentare concretamente. In buona parte grazie al fatto che Mirella ed Elisabetta, oltre che essere due psicoterapeute competenti e raffinate, riuscirono a toccare le corde giuste del mio cuore, accogliendomi amorevolmente e mostrandomi sempre apprezzamento e rispetto.
La mia terapia con loro durò un paio d’anni e ovviamente non è questa la sede per raccontarla (chi fosse interessato può trovare un resoconto dettagliato nel mio libro Il mio cuore è rimasto a Berlino).
Dopo la fine della mia terapia mi tenni in contatto con Mirella, e il nostro rapporto diventò più amichevole. Apprezzò il libro sulla mia terapia, che ovviamente le avevo inviato subito dopo averlo scritto per avere un suo parere. E alcuni anni dopo le circostanze della mia vita mi spinsero a ricorrere nuovamente al suo aiuto. All’inizio del 2006 infatti – come racconto nel mio libro L’unione dei mondi − per una serie di circostanze ricaddi in uno stato di profonda sofferenza, o per meglio dire di totale disperazione. Perciò mi decisi a tornare a Roma per qualche altra seduta con Mirella. Anche questa volta lei riuscì a trovare il varco giusto per aiutarmi a uscire dall’abisso in cui ero ricaduto, lavorando in particolare sul chakra del cuore. Ricordo molto bene un lavoro energetico in cui mi aveva fatto visualizzare nel cuore una stella verde che girando su sé stessa purificava e sanava il mio cuore, una meditazione che da quando ho iniziato a lavorare anch’io con la trance ho utilizzato molte volte coi miei clienti.
Le sedute con Mirella sicuramente modificarono le mie frequenze e aprirono i miei canali percettivi, perché nel fine settimana, durante il seminario di respirazione olotropica che come sempre coronava il lavoro con la trance, entrai per la prima volta in contatto con l’arcangelo Michele, iniziando un percorso di guarigione spirituale e di allargamento della coscienza che da allora non si è mai interrotto.

Negli ultimi mesi dell’anno successivo ero nel pieno di un profondo lavoro guidato dagli arcangeli e dalle altre mie guide incorporee finalizzato a curare il bambino ferito e le energie tossiche che avevo assorbito alla mia nascita. Su suggerimento degli arcangeli avevo fissato qualche altra seduta con Mirella e poco prima di partire per Roma, nel corso di una canalizzazione con la mia amica C., avevo chiesto all’arcangelo Michele se aveva qualche consiglio da darmi in preparazione dell’incontro con Mirella.
«Sei in mani del tutto sicure,» mi aveva risposto. «Puoi affidarti a questa terapeuta senza dire nulla. La sua apertura di cuore è sufficiente per condurre il lavoro che deve fare con te. È aiutata nelle dimensioni elevate e quello che puoi dirle è quello che senti di dirle nel momento in cui sei lì. Non c’è da preparare niente perché la comunicazione per lei avviene già quando pensa di lavorare con te per aiutarti, e si apre a una conoscenza che avviene in livelli energeticamente diversi da questo in cui stiamo parlando, e poi le consente di essere efficace quando avviene il processo. Permettiti di abbandonarti. È lei che sa cosa fare.»
Le parole dell’arcangelo Michele si rivelarono del tutto veritiere. Mirella mi aiutò a completare il lavoro col bambino interiore e mi permise di farlo rinascere nella luce il 17 ottobre 2007, proprio il giorno del mio cinquantesimo compleanno, che potei dunque festeggiare la sera con allegria e leggerezza insieme a mia sorella e ad alcuni suoi amici.
Dopo di allora rividi Mirella in un’altra occasione un anno e mezzo dopo, sempre su consiglio delle mie guide incorporee, in seguito alla morte di mia madre, per qualche altra seduta finalizzata allo scioglimento di un vissuto di dolore che aveva accompagnato la relazione con mia madre fin quando lei era in vita.
Anche in quel caso l’aiuto di Mirella fu prezioso.
Come ho detto, il nostro rapporto era diventato più amichevole e lei condivise con me, pur nella sua riservatezza, alcune considerazioni sul suo percorso e sulla sua ricerca spirituale, che solo più tardi l’avrebbe portata all’incontro col Theta Healing. Fu l’ultima volta che la vidi.

Anche se da quelle ultime sedute nel 2009 non ho più avuto occasione di incontrarla, ho continuato a considerare Mirella un punto di riferimento. Sapere che lei c’era, che in caso di bisogno avrei potuto rivolgermi a lei è sempre stato un pensiero confortante. Perciò venire a sapere venerdì scorso che lei non c’è più mi ha rattristato, ho sentito come se mi mancasse qualcosa.
Per fortuna non considero la morte come un dramma. Evidentemente era il momento per lei di lasciare questo piano per continuare il suo percorso in altre dimensioni e, forse, prepararsi a tornare in altra forma per continuare a dare il suo prezioso contributo all’evoluzione della coscienza umana e del pianeta.
E come sempre mi hanno colpito e incoraggiato le sincronicità. Mirella è morta quattro mesi fa. In questi mesi avrebbe potuto capitarmi di andare a curiosare nella pagina del Centro Magdala come altre volte negli anni scorsi avevo fatto. Invece ho appreso la notizia, grazie alla telefonata di un’amica (che sarebbe potuta avvenire qualche giorno prima o qualche giorno dopo) in una giornata particolare. Non solo non ho potuto fare a meno di notare che era il 31 marzo, una data che è l’inverso del numero della carta della Morte, il numero 13 degli Arcani maggiori dei Tarocchi. Quasi a volermi confermare che la morte fisica è in realtà una rinascita, che la morte non esiste. Ma perdipiù proprio quel giorno dovevo iniziare un workshop sul cuore, il primo lavoro di gruppo che avevo programmato nel mio nuovo studio. E l’ultima meditazione che avevo previsto per la serata era proprio la meditazione con la stella verde con la quale Mirella dieci anni fa aveva aperto il varco ai miei contatti con gli arcangeli.
Così la sera, prima della meditazione con la stella verde, ho potuto fare una piccola commemorazione per Mirella, e durante la meditazione ho sentito intensamente la sua presenza, come se mi prendesse le mani e mi incoraggiasse ad andare avanti nel mio percorso e nel mio lavoro. E ho provato una forte commozione e un’immensa gratitudine per una grande maestra, una maestra del cuore.

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