2017 Addio!

Sasha Drutskoy – Annunciation

Fine anno. Tempo di bilanci, e di progetti per il nuovo anno che arriva.
È doveroso, seppur dovesse essere sgradevole, dare un ultimo sguardo all’indietro per capire meglio a cosa ci è servito il 2017. Quali traguardi abbiamo raggiunto, quali nuove consapevolezze abbiamo maturato, cosa è cambiato dentro e fuori di noi in questi ultimi dodici mesi. E cosa ci resta ancora da fare per sfruttare appieno le energie residue del 2017 − che non scompaiono come per magia alla mezzanotte del 31 dicembre ma continuano ad esercitare la loro influenza nel nuovo anno per un periodo più o meno lungo prima di lasciare pieno campo libero alle energie del 2018.
La mia impressione è che il cambio completo delle energie avverrà verso fine febbraio o i primi di marzo. Ancora un paio di mesi per completare il compito.
Per quella che è stata la mia esperienza in questi dodici mesi che ci stiamo lasciando alle spalle, la definizione migliore che ho trovato per descrivere l’energia del 2017 è “l’energia del tritacarne”. Dai primi mesi dell’anno ho iniziato ad attraversare un processo ininterrotto di reset energetico e spirituale. Come se venissi triturato per poter eliminare tutto ciò che non serve più e soprattutto che è incompatibile con il salto dimensionale che come tanti altri mi sto impegnando a fare.
Non è stato un processo mentale. Ho cercato di evitare di elaborare mentalmente, come sempre faccio, ciò che mi succedeva. Ovviamente non si può impedire alla mente di costruire il proprio pensiero sui fatti e gli eventi che accadono nel perimetro della sua consapevolezza dentro e fuori di noi. Ma mi rendevo pienamente conto che il processo in atto, una sorta di reset, era al di fuori della capacità di comprensione della mia mente, per quanto raffinata essa possa essere.
Da qualunque parte la si guardi, il 2017 è stato un anno estremamente impegnativo. Per molti è stato un vero e proprio “hannus horribilis”. Chi ha bisogno di una scossa un po’ forte per decidersi a intraprendere un percorso di risveglio, in qualche modo attira o crea gli eventi adatti a dargli questa scossa: una malattia, un licenziamento, la rottura di una relazione. Spesso diverse cose assieme. Nel mio caso nel corso dell’anno non ci sono stati eventi drammatici o traumatici. A luglio è morta una mia cognata, ma la sua morte era attesa da tempo è le circostanze hanno concesso una relativa serenità.
A marzo mi sono anche trasferito in un nuovo studio, il che ha costituito per me un salto di qualità, anche se il lavoro nella mia nuova stanza, che ha frequenze molto diverse da quella precedente (si può dire che è un vero e proprio stargate), non ha ancora ingranato.
Insomma, le circostanze esterne mi hanno permesso per fortuna di vivere la mia quotidianità abbastanza tranquillamente e fluidamente.
Ma interiormente è iniziato una sorta di reset, probabilmente accelerato dal risveglio della mia identità di starseed siriano e dall’approfondimento dei mie contatti con le civiltà stellari.
L’impressione è quella di dover lasciare spazio ad un’identità più antica, che fa parte del popolo di Sirio, per poter integrare l’identità terrestre che ho costruito nel corso dei miei millenni di incarnazione sul pianeta. Strano, molto strano.
D’altra parte, il tempo perché gli starseed si risveglino alla loro più intima coscienza è ora.
Nelle ultime canalizzazioni i Siriani ci hanno dato una buona notizia, informandoci che la griglia del pianeta (che loro chiamano anche la griglia universale) è riuscita a elevare nuovamente le sue frequenze. Ancora non di molto, ma io ho trovato molto incoraggiante e significativo che si sia nuovamente innescato un processo di miglioramento delle energie del pianeta e dell’umanità. Proprio per questo è importante che sempre più persone aprano la mente e lascino entrare nuove modalità di pensiero e nuove consapevolezze.
Nel lontano passato in cui in Sardegna è fiorita la civiltà originaria della Nuraxia, i Siriani erano in costante contatto con noi, e un gruppo abbastanza numeroso si era trasferito a vivere qui nell’isola, insieme a noi sardi. Per lungo tempo tra i sardi e i Siriani c’è stato rispetto e amore reciproco, come tra fratelli e sorelle. Poi, all’epoca del degrado i sardi, ormai usciti dalle frequenze dell’armonia, avevano iniziato a discriminare i Siriani fino a proibirgli l’accesso ai luoghi sacri. A quel punto ai Siriani non restò che lascare l’isola, con l’aiuto di un gruppo di sciamane e sciamani sardi che continuavano a lavorare per l’armonia e che li avevano aiutati a costruire l’astronave energetica necessaria per la loro fuga. Ai Siriani quello che era accaduto aveva causato un dolore molto profondo, anche se ormai completamente superato. Quello che è rimasto è un profondo legame che sta venendo riallacciato. E per questo molti starseed siriani sono nati o vivono in Sardegna.
Ma mi rendo conto che come spesso mi accade ho un po’ divagato, seguendo il corso dei miei pensieri che cercavano di osservare il mio 2017. Anno difficile dunque, che forse non ricorderò volentieri, ma indubbiamente utilissimo, oserei dire cruciale. L’energia del tritacarne. L’energia giusta per liberarsi del vecchio, di ciò che non serve più, che ci appesantisce, che ci rende insoddisfatti. Quest’energia durerà fino ai primi di marzo. Approfittiamone (mi rivolgo a chi come me è consapevole che ancora la purificazione con il fuoco e il reset non sono completati).

Ma gradualmente già da ora si insinua nelle narici dei sensi sottili un’energia potentissima ed estremamente rarefatta, più suadente, più morbida di quella che ci ha accompagnati in quest’ultimo anno. Un’energia che si segue volentieri. E se la seguiamo ci aiuterà a liberarci dai residui delle nostre pesantezze e delle varie preoccupazioni terrene. Così da spianare la via all’Anno della Manifestazione, della Forza e dell’Equilibrio. Un anno 11.
Buon 2018!

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