Voci dal non tempo: 1. L’accoglienza della nuova energia

WingMakers – Dipinto della Camera 2 del sito Hakomi
WingMakers – Dipinto della Camera 2 del sito Hakomi

Nell’arco di quest’ultimo anno i miei post son diventati sempre più rari. Da un lato la traduzione delle poesie dei WingMakers ha preso tempo e impegno (e mancano ancora tre poesie), dall’altro ormai da tempo sono entrato in una fase del mio percorso molto poco mentale (per fortuna) e quindi mi è spesso difficile trovare parole per raccontarmi.
Così mi è venuta l’idea di pubblicare qualche estratto dal mio ultimo libro, Voci dal non tempo – fammenti di un insegnamento multidimensionale.
L’ho pubblicato nel 2013, solo in versione ebook (il che può essere stato un freno per alcuni potenziali lettori ancora affezionati alla carta stampata), e visto che non l’ho minimamente pubblicizzato (a parte la presentazione su questo blog, nella sezione “i miei libri”) ne ho venduto in tre anni poco più di una ventina di copie. E va bene così, non è questo che conta.
In Voci dal non tempo raccolgo frammentariamente gli insegnamenti che sono stati dati a me e alla mia amica C. (che nelle nostre sessioni fungeva da canale) nel corso di diversi anni, più o meno dal 2007 al 2013. Ho detto frammentariamente perché gli insegnamenti delle nostre guide incorporee non sono stati dati in maniera strutturata. Le varie guide rispondevano alle nostre domande, per la maggior parte riguardanti i nostri problemi e gli accadimenti della nostra quotidianità, e solo nel corso del tempo gli insegnamenti prendevano pregnanza e si collegavano, sempre in relazione alle nostre frequenze energetiche e alla nostra consapevolezza.
Nel libro, ho provato a dare una struttura attribuendo alle diverse guide i vari brani degli insegnamenti dati nel corso del tempo, individuati da un titolo in base all’argomento trattato. Non è quindi un libro che può essere letto agevolmente dall’inizio alla fine. Tanto più che le guide incorporee tentano di smantellare la nostra logica anche attraverso il linguaggio, e perciò i concetti espressi a una prima lettura possono apparire sconclusionati o comunque incomprensibili. È sicuramente più facile leggere di volta in volta qualche brano che ci attira, che ci suscita una risonanza e che è in sintonia col nostro percorso e con quello che stiamo vivendo.
L’insegnamento che è stato dato a me e a C. è fuori del tempo, e riguardava solo in  parte quel singolo momento in cui veniva canalizzato. Dal non tempo può essere utilizzato in tanti tempi, e da ogni prospettiva può apparire diverso e nuovo.
Me ne sono reso conto ultimamente, perché ho deciso di andare a rileggermelo e vi ho trovato molte cose che si adattano perfettamente alla situazione in cui l’umanità si trova oggi, e anche al mio percorso, e ho pensato che anche altri, oltre me, in questo momento potrebbero trovarci degli stimoli e delle illuminazioni interessanti.
Il primo brano che pubblico, L’accoglienza della nuova energia, è della mia guida principale, l’arcangelo Michele, che dai miei primi contatti con lui, nel 2006, mi accompagna e mi protegge col suo amore incondizionato.

 

L’accoglienza della nuova energia

«Una vecchia visione di te stesso e della vita ti tiene appiccicato come una colla su realtà che non sono più attuali. L’ingresso della nuova energia ha portato uno sbilanciamento nel paradigma col quale comunemente leggi gli eventi del mondo. Questo sbilanciamento è funzionale a farti sintonizzare sulla nuove frequenze e a permettere una navigazione più elastica del tempo. Il tempo lineare è soltanto un’opzione possibile e neanche la migliore, anzi in questo momento è limitante e fuorvia la percezione, poiché tutto esiste contemporaneamente e quindi tu stesso sei te stesso in tante dimensioni. La consapevolezza di questa molteplicità dell’identità ti aiuta a tenere l’equilibrio sulle nuove frequenze e a vivere con soddisfazione gli eventi che ti succedono in tutti i tempi nello stesso tempo. La confusione che senti è legata al tuo ostinarti a pensare in termini di prima e dopo e non di eterno sempre contemporaneo. Se provi a dilatare la percezione degli eventi secondo lo schema che ti ho appena proposto, entri in una modalità nuova di leggere il tempo e ne fai esperienza, e con questa esperienza trasformi te stesso e la tua sofferenza, che è soltanto la conseguenza di questo modo ancora rigido che ti avviluppa.
Come ti ho appena detto, è importante che tu comprenda la contemporaneità dei tempi e l’eterno esistere del tutto nel sempre infinito, perché soltanto da questa percezione nasce un nuovo modo di sentirti te stesso. L’identità che chiami Momi l’hai cucita a un andare nel prima e nel dopo che è troppo limitante e castra l’espansione della tua realtà.
La grande rivoluzione delle nuove frequenze di questo periodo è incentrarsi col pensiero e con la percezione sulla soggettività. Sempre l’essere umano si è mosso appoggiandosi al branco e fingendo con sé stesso di essere parte di un pensiero collettivo. Ma l’esperienza è soltanto quella che egli fa di sé, e non c’è un pensiero collettivo se non il pensiero che lui stesso pensa degli altri. Il riconoscimento della soggettività di qualsiasi esperienza è il cardine portante di questa nuova energia, e l’accettazione della solitudine è il passaggio che riconnette alla totalità. Una è la totalità, come anche la solitudine. La convergenza di questi apparenti opposti ripristina il giusto equilibrio tra l’identità e il tutto. E solo da questo giusto equilibrio può nascere una nuova cultura che rispetterà la percezione soggettiva e ne farà tesoro, perché per ciascuno quella è verità. L’incontro delle soggettività così stabilite permette una comprensione multisoggettiva e una poliedricità che porta all’accettazione e anche alla comprensione del tutto. Sovverte completamente l’ordine lineare che è stato dato nella percezione delle esperienze e rompe la gabbia psichica nella quale siete inseriti che vi porta a credere che ci sia soltanto una realtà condivisa con tutti, mentre ci sono infinite realtà condivisibili. Quanto più è possibile per ciascuno di voi l’accettazione senza paura della propria assoluta soggettività tanto più grande è l’accoglienza di questa nuova energia.»

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