Scavare l’Akasha

Ipnosi

Questo è un secondo post sull’ipnosi regressiva. Scavare l’Akasha. Concetto sibillino e vistosamente esoterico.
Abbiamo visto nel post precedente che con l’espandersi della coscienza la concezione di un’anima o spirito che all’interno di un tempo che scorre nell’unica direzione del futuro si reincarna un corpo dopo l’altro per innumerevoli vite successive viene superata dall’idea che esiste un Sé Superiore al di fuori del tempo e della materia che sperimenta diverse vite in un tempo contemporaneo che potrebbe essere definito un eterno presente. E si capisce che la legge del karma è valida solo in determinati livelli della coscienza, superati i quali può essere abbandonata.
Come spiega Kryon, nella nuova energia «il vostro cervello riceverà concetti in cui il karma non è più presente. È stato svuotato, e questo ve lo avevamo detto già più di vent’anni fa. Vi dicemmo di lasciar andare il karma perché non era più necessario. Andate avanti con l’energia dell’Akasha per cui siete voi stessi a creare il vostro futuro, e non siete guidati da un concetto del passato.»
Come vedete, qui entra in gioco l’Akasha, e per iniziare a capire che cos’è possiamo ancora utilizzare le parole di Kryon. Kryon dice: «Vogliamo parlarvi ancora dell’Akasha dell’Essere Umano. Bene, avrete notato che utilizziamo di rado l’espressione “Registro Akashico” ed è così perché la semantica della parola registro produce su di voi l’idea di una specie di elenco, e noi non vogliamo che venga visualizzato in questo modo. Non solo, ma l’Akasha Umana è ben più di quello che è un registro di esistenze. (…) A cosa pensate quando si dice Akasha? L’Akasha dell’Essere Umano è la storia di tutte le esperienze che un Essere Umano ha fatto sul pianeta Terra. Ora, ci sono altri attributi akashici dentro di voi che vanno al di là dell’esistenza umana, ma questi sono ben nascosti e non sono il tema di questa sera. Dunque, si potrebbe dire che la maggior parte di ciò che si ha quando noi parliamo di Akasha Umana riguarda la vostra diretta esperienza sulla Terra.»
L’Akasha quindi contiene tutte le vite che noi abbiamo vissuto su questo pianeta, ma non le contiene come una “registrazione” nel senso che potrebbe intendere la nostra mente. Spesso durante una regressione si ha l’impressione di avere avuto accesso a una parte nascosta del nostro cervello in cui era custodita la memoria di quella vita che stiamo ricordando. Ma questo non è del tutto corretto. L’Akasha non è un archivio mnemonico e non si trova nel cervello, si trova nel DNA. E il DNA, secondo Kryon, nella sua completezza è uno strumento quantico.
Tutte le esperienze che abbiamo vissuto sulla Terra sono contenute in uno stato quantico nel momento presente nell’Akasha, e quindi nel DNA. E noi possiamo accedere a ognuna di queste esperienze. Come abbiamo visto nel post precedente,  possiamo guarire quelle vite rimaste bloccate nel trauma  e nel dolore semplicemente riconoscendole e illuminandole. E già questo produce notevoli miglioramenti nella nostra vita perché ci alleggerisce di un peso.
Ma possiamo anche andare a recuperare quelle vite in cui siamo stati felici, in cui avevamo particolari capacità e talenti che vogliamo utilizzare nella vita attuale. Kryon chiama questo processo “scavare l’Akasha”.
Ciò apre nuove prospettive anche per l’ipnosi regressiva. La stessa tecnica che è servita finora a “ricordare” le vite precedenti che andavano guarite, può infatti aiutarci ad entrare in contatto con quelle identità della nostra coscienza che hanno abilità e competenze che a noi mancano, e possiamo attingere ad esse quasi come se stessimo facendo il download di un particolare programma che poi potremo eseguire nel nostro computer.

Io ho già avuto questo tipo di esperienza molto prima di leggere queste spiegazioni di Kryon sull’Akasha.
All’inizio delle mie escursioni nei siti megalitici della Sardegna, sono entrato in contatto, esattamente al nuraghe di Orroli, con uno sciamano nuragico che mi venne da chiamare Nur. Lo percepii all’inizio come una mia vita precedente e quest’impressione fu confermata da successive meditazioni. Lo sciamano mi diede una serie di informazioni e di istruzioni per sviluppare il mio potere sciamanico e contribuire al risveglio della Nuraxia, l’antica civiltà megalitica sarda spiritualmente molto elevata. Mi sentivo molto orgoglioso di essere stato un antico sciamano sardo, ma continuavo a considerare Nur semplicemente una mia vita precedente, anche se iniziava a farsi strada in me la percezione che lui fosse un essere in qualche modo diverso da me è tuttora esistente nelle dimensioni della coscienza in cui andavo con le mie meditazioni. Non riuscivo a sciogliere questa contraddizione fin quando non mi venne in aiuto Mer, una delle mie guide incorporee. «Lo sciamano nuragico è un’identità diversa dalla tua. Sei tu, ma anche non sei tu. E quello sciamano è molto più potente e saggio di quanto tu non sia ancora diventato nel tempo in cui stai facendo la tua esperienza. Perciò devi dargli il rispetto che merita. Le identità appartengono ai tempi e non agli esseri che attraversano i tempi, che è ciò che tu sei. Così pur essendo tu stato in quell’identità in quei tempi, adesso in questi tempi sei in questa identità, e l’incontro avviene dentro una relazione in cui l’identità di Nur è uno sciamano di grande levatura e maestria, capace di comunicare nelle dimensioni con esseri di diverse dimensioni e in questa dimensione con esseri di questa dimensione, ed è veramente importante per te attingere a questa sapienza. Perciò nell’incontro devi portare il giusto rispetto. Solo così ti arriva l’arricchimento di cui hai bisogno per integrare gli aspetti sciamanici che ti appartengono.»
In altre parole, lo sciamano Nur è un’altra identità del mio Sé Superiore, ma è distinto da me e non è semplicemente “il mio passato”. Ristabilendo il corretto rapporto che mi aveva indicato Mer le comunicazioni con lui divennero molto più fluide ed efficaci, e le mie comprensioni e le mie capacità sciamaniche sono cresciute molto più velocemente.
Immaginate cosa può voler dire per una persona triste o che ama poco la vita riconnettersi a un’altra identità della sua coscienza che è invece piena di entusiasmo e si gode la vita, e poter fare proprie queste sue caratteristiche. O per chi è timido collegarsi a una vita in cui parlava agevolmente in pubblico tenendo desto l’interesse di decine di persone, e recuperare questa sua dote.
Kryon specifica anche che l’Akasha comunica per “concetti emozionali esperienziali”. Non è necessario pertanto ricordare i dettagli di una vita, ma solo entrare in contatto con la sua esperienza e lasciare che si riversi nella nostra attuale vita.
Scavare l’Akasha è un nuovo strumento che è stato reso possibile dall’entrata della nuova energia e che è ora potenzialmente accessibile a tutti. E, con i dovuti aggiustamenti, credo che sia proprio questa la nuova frontiera dell’ipnosi regressiva.

Nota: le spiegazioni di Kryon sono tratte dalla canalizzazione del 10 agosto 2013 L’elusività dell’Akasha.

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