Riflessioni sull’abbondanza: 2. Una prospettiva sciamanica

Da diversi anni ho la fortuna di frequentare un corso avanzato di sciamanesimo con un insegnante d’eccezione, il maestro sciamano Gundrum.

Gundrum attualmente (dal punto di vista del nostro tempo lineare) non è incarnato. Nella sua ultima incarnazione ha vissuto in India, ed era un potente sciamano che usava il cibo come medicina. A quanto mi ha detto, in quel tempo io ero uno dei suoi allievi, e abbiamo fatto un accordo che prevede che lui in questa vita mi aiuti a risvegliare i miei poteri e le mie conoscenze sciamaniche, cosa che appunto da circa cinque anni sta facendo, dal mio punto di vista con buoni risultati, anche se come allievo sciamano sono un po’ pigro, discontinuo e spesso anche piuttosto ottuso. Ma la via dello sciamanesimo non è facile da percorrere, tanto più se la si deve conciliare con una normale vita quotidiana nella società occidentale del ventunesimo secolo.
In ogni caso gli insegnamenti di Gundrum mi hanno aiutato a cambiare radicalmente la mia visione del mondo e della realtà, e spesso lui mi ha guidato nell’elaborazione di rituali che si sono sempre rivelati molto efficaci.

Anche sull’abbondanza e sul denaro Gundrum in diverse occasioni ha detto la sua. «In passato il tuo bisogno di uscire da questa dimensione materiale, il rifiuto che avevi per questo stato della tua coscienza, ti teneva in una situazione di poca prosperità economica,» mi ha spiegato una volta che mi lamentavo della mia non infrequente scarsità di denaro. «I soldi sono il sangue che scorre nelle vene di questa dimensione materiale e lo stato di salute dimensionale si misura anche così. Perciò l’anemia economica in cui ti trovi è conseguenza di una mancata valorizzazione di questo aspetto dimensionale della tua coscienza che solo adesso comincia a fiorire un po’. Il contatto con gli elementi e i rituali che ti ho insegnato fanno sì che la tua leucemia esistenziale trovi un’adeguata medicina e un aumento dei globuli rossi e permette un maggior benessere economico che però ancora va coltivato e curato. A questo fine devi profondere la spiritualità anche in questo aspetto, poiché la dicotomia tra materiale e spirituale che hai creato in te stesso amputa di spiritualità questa dimensione della coscienza e così la rende anemica. Ma quando superi questa dicotomia il benessere economico ne è la conseguenza. In fotogrammi di tempi passati da questo punto di vista in cui stiamo parlando la povertà era sinonimo di spiritualità, ma su questo, che in alcune situazioni è stato vero, è stata fatta un’ampia manipolazione così come su tutta la vera spiritualità. Così quello che puoi fare è scrollarti di dosso quel pregiudizio e aggiornare in questo fotogramma temporale il tuo vissuto di prosperità e benessere. L’abbondanza spirituale crea abbondanza in tutti i sensi. E un vero maestro sciamano ha le opportunità che gli servono per compiere la sua missione. Così i soldi sono un’opportunità per creare, e ciò che crei mette in mostra il livello della tua evoluzione interiore. Permetti a te stesso la povertà e l’abbondanza insieme. Non si combatte niente distruggendo ma solo aggiungendo qualcosa. Così aggiungi l’esperienza dell’abbondanza a quella della povertà e massimizzi la tua ricchezza così, quando diventi ricco di ogni cosa. Quando lavori sul tuo massimo splendore spirituale acquisisci lo splendore economico nel quadro del tuo splendore spirituale.»
In parole povere Gundrum, toccando uno dei miei punti dolenti che lui ben conosce, ha rimarcato che la mia antica tendenza a trovare sgradevole e dolorosa la mia permanenza nel corpo fisico e nella realtà materiale, tanto da cercare di fuggire il più spesso possibile nei mondi immateriali dello spirito, è esattamente la causa che produce la scarsità di denaro (l’anemia economica, come lui la chiama) e più in generale la scarsa abbondanza anche di vari altri aspetti della mia vita. Questo ha sempre creato un circolo vizioso, dato che la scarsità rende ancor meno gradevole la permanenza nella materialità amplificando il desiderio di fuga in un processo virtualmente senza fine. All’origine di questo circolo vizioso, oltre che alcune mie esperienze traumatiche di vite precedenti, c’è l’artificiale dicotomia tra materia e spirito che è stata creata nel passato da molti insegnamenti spirituali, e prima di tutto dal cattolicesimo. Mentre, come spiegano le mie guide incorporee, la materia non è altro che un’espressione dello spirito che la coscienza crea per conoscersi meglio e fare esperienza di sé stessa. Perciò, come dice Gundrum, l’abbondanza spirituale crea abbondanza in tutti i sensi.
Attualmente lo scopo dello sciamanesimo, e di qualunque percorso spirituale in sintonia con la nuova era, non è la fuga in dimensioni immateriali della coscienza ma l’espressione dei propri conseguimenti spirituali nel mondo materiale e nel corpo fisico. Per attirare il flusso di denaro necessario a soddisfare le proprie esigenze e a poter cogliere tutte le opportunità che si desiderano, è necessario quindi sanare la dicotomia tra spirituale e materiale, vivere con gioia la propria fisicità e coltivare la propria interiorità.

Alcuni anni fa, in un periodo in cui ero un po’ preoccupato perché il mio lavoro di counsellor andava a rilento e non sapevo come “attirare” nuovi clienti, Gundrum mi insegnò un rituale per l’abbondanza: «Noi sciamani coltiviamo la sapienza nel passaggio dimensionale e cavalchiamo l’onda che porta l’energia sul confine della materia e la rende realtà,» esordì. «Lo facciamo in modi che stanno a metà tra l’espansione e la realtà, e trasformano quell’espansione in un’esperienza. Così la tua esperienza dell’abbondanza passa attraverso un rituale che tu puoi fare se permetti al tuo fulcro energetico centrale, la zona del tantien, di spargere il suo arancione in giro e rendere fertilizzato il mondo che ti circonda. Poiché l’abbondanza è il fertilizzante che permette a tutto di germogliare occorre che selezioni dapprima i semi che vuoi far crescere, e lì versi il nettare del tuo energetico piacere e lo mandi in espansione, perché poi prende la forma dell’esperienza che tu fai. Occorre che trovi una musica dell’abbondanza e danzi questa danza col mio aiuto, che ti tengo per mano e porto sulle tue spalle la saggezza dei secoli, e fai il tuo rituale fertilizzante affinché ciò che vuoi che cresca, cresca. E lo fai quando la luna è pronta. È la luna dell’abbondanza, cioè nel momento della massima pienezza. Poi passa un tempo in cui tutto germoglia e non si vede nulla e tu continui a fare in un ciclo più lento il tuo rituale, e poi quando tutto comincia a spuntare lo innaffi e lo fai crescere, ma occorre trovare una danza diversa che è quella dell’acqua che porta la vita, e così la pianta cresce, si espande e quindi raccogli il suo frutto. Occorre spargere quell’arancione che ho detto che sta arrotolato nel tuo tantien, e da lì come un vortice si srotola potente perché l’arancione è il colore caldo del sole che fa crescere tutto e tutto porta a compimento. Grande è la potenza di questo rituale perciò stai attento a ciò che scegli di trasformare e rendere abbondante perché poi quello arriva e va gestito.»

Per chi vuole provare a compiere questo rituale (e potete essere assistiti da Gundrum mentre lo fate, basta che lo chiamiate dentro di voi) provo a riassumere e semplificare.
Prima di tutto scegliete una musica dinamica e potente, che evochi un senso di abbondanza e rigoglio. Poi scegliete accuratamente i semi che volete far crescere: soldi, amici, lavoro, amore e quant’altro. Vi consiglio, almeno la prima volta che fate il rituale, di scegliere un solo tipo di semi, così da poter focalizzare meglio l’energia e anche da poter verificare con più precisione i risultati del rituale. Come raccomanda Gundrum, scegliete con cura i semi, perché cresceranno davvero e dovrete gestire la loro crescita. Non cercate di far crescere ciò che non siete disposti o preparati a gestire, o che desiderate solo superficialmente.
Il giorno della luna piena, trovate uno spazio sicuro, all’aperto o al chiuso, dove potete danzare indisturbati. Può aiutare accendere un fuoco (anche una semplice candela). Mettetevi in piedi con le gambe leggermente divaricate e le braccia rilassate lungo i fianchi. Fate partire la musica, fate alcuni respiri profondi per aiutare la concentrazione e mettervi in contatto con le dimensioni immateriali della coscienza e portate la vostra attenzione sul tantien. Il tantien è in un punto intermedio tra l’ombelico e i genitali, alcuni centimetri all’interno del corpo. Ognuno ha in quel punto una palla di energia non corporea ma vibrante che in determinate situazioni vibra di più o di meno producendo degli effetti nella materia circostante. Quando un’intenzione viene lanciata dal tantien dentro la materia succedono fenomeni importanti, spiega Gundrum. Immaginate in quel punto una palla di energia semidensa di colore arancione, esprimete dentro di voi l’intenzione di espandere quell’energia e iniziate a muovere il corpo e a danzare. Mentre danzate immaginate di inondare con l’energia arancione del vostro tantien i semi che avete deciso di far crescere. Quando vi sentite soddisfati del vostro rituale cessate la danza, fate ancora alcuni respiri profondi e terminate il rituale. Siete liberi di aggiungere al rituale qualunque particolare che vi sembri adatto. Ogni sciamano elabora da sé i propri rituali mentre li impara e poi li perfeziona.
Nelle due settimane tra la luna piena e la luna nuova ripetete la danza allo stesso modo due o tre volte, senza aggiungere altri semi oltre quelli che avete deciso di far crescere la prima volta. Poi trovate un’altra musica che evochi il potere dell’acqua, e il giorno della luna nuova ripetete la danza rituale più o meno con le stesse modalità, ma questa volta oltre ad espandere dal tantien il colore arancione aggiungete l’intento di annaffiare con l’acqua i semi che ormai hanno iniziato a germogliare e di farli crescere. In questa seconda danza non accendete un fuoco, magari mettete vicino a voi una ciotola d’acqua limpida e fresca, che alla fine se volete potrete bere. Se volete potete ripetere questa danza una seconda volta, a distanza di circa una settimana.
Dopo avere eseguito la danza della luna nuova, una o due volte appunto, non pensateci più, ed evitate di chiedervi se il rituale ha funzionato oppure no. Prendete tutta la faccenda come un gioco e divertitevi, sentendovi liberi di ridere anche di voi stessi, dal momento che è probabile che in alcuni momenti vi sentirete un po’ ridicoli. Il senso del ridicolo è uno dei passaggi obbligati da attraversare e superare per aprirsi alla percezioni delle dimensioni immateriali della coscienza.
Io come ho detto avevo fatto il rituale dell’abbondanza per attirare nuovi clienti nel mio lavoro. Poco dopo la conclusione del rituale i clienti hanno iniziato ad arrivare. E continuano a farlo.

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9 commenti su “Riflessioni sull’abbondanza: 2. Una prospettiva sciamanica

  1. guardalontano il said:

    Molto interessante il rituale: vorrei chiedere se va fatto per forza con la luna piena,magari proprio quel giorno siamo impossibilitati.
    Inoltre mi chiedo se non possa essere un aiuto a coltivare dentro di sè l’abbondanza il fatto di seminare davvero qualche pianta, ed in questo caso per il denaro e per l’amore quale pianta potrebbe essere indicata?
    Grazie mille
    Mitakuye Oyasin

    • Mi colpisce la tua intuizione sul seminare realmente una pianta, perché dopo che avevo completato il rituale descritto nel post il maestro sciamano Gundrum aveva aggiunto: «Il rituale è stato fatto molto bene e molto bene ha fruttato la realtà conseguente. Puoi avere un monitor personale e controllare i passaggi del tuo rituale se pianti nella terra del grano e lo lasci crescere con te. Così vedi nell’espressione viva della pianta il movimento energetico che hai creato e che essa riproduce per te e poi lasci che quest’essere abbia il suo compimento così come lasci che abbia compimento la realtà che rispecchia questo tuo movimento interiore. Le piante sono maestre nella traduzione delle energie e sanno come riprodurle e come criptarle. Così nel tuo dialogo con la pianta vedi la storia del movimento energetico che tu stesso hai creato e la forma che prende e che prende negli eventi. È importante che dopo non blocchi il movimento espansivo e propulsivo e lasci che la pianta centuplichi se stessa ponendola nel terreno adeguato. Così in questo ulteriore rituale trova compimento l’abbondanza che vai producendo per te e per gli altri.»
      Non ho parlato nel mio post di questa seconda parte perché non ho molta inclinazione alla cura delle piante, e perciò avevo seguito le istruzioni di Gundrum con una titubanza di fondo e alla fine non ero particolarmente soddisfatto del risultato.
      Rispetto al giorno di Luna Piena, forse può aiutarti sapere che secondo alcune tradizioni esoteriche la Luna Piena dura tre giorni, e quindi se si è impossibilitati a compiere il rituale il giorno della Luna Piena si possono ancora utilizzare i due giorni successivi.
      Gundrum ha sempre ribadito che esistono giorni particolari in cui si aprono dei portali energetici, o le energie assumono un assetto particolare, e che quindi sono particolarmente favorevoli per determinati lavori sciamanici o determinati rituali. Ma mi ha anche reso consapevole che in fin dei conti i rituali sono solo degli strumenti del tutto personalizzabili da ogni maestro sciamano, e che in ultima analisi quello che conta è sviluppare e potenziare il proprio potere personale così che il proprio intento divenga efficace e porti all’effetto desiderato. Per di più, lo sciamano può viaggiare nei tempi e perciò in qualunque giorno ci si può collegare all’energia della Luna Piena andando nel passato o nel futuro. Buon rituale e buona abbondanza!

  2. Alessandro il said:

    Ancora grazie,

    Non mi aspettavo persino la condivisione del rituale 🙂
    A quando la pubblicazione del nuovo libro?

    Ancora grazie,

    Ale

  3. guardalontano il said:

    Grazie mille per gli ulteriori chiarimenti, dovrò aspettare ormai il 21 settembre perchè per la luna piena di agosto sarò in viaggio, ma farò sicuramente il rituale. Pensavo però di anticiparne un altro adesso collegandomi, come dice lei, all’energia della Luna Piena al di là del qui ed ora.
    Grazie ancora

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