Prima dell’eclissi

Eclissi solare
Eclissi solare del 20 marzo 2015 – Brigham City, Utah, Stati Uniti

Mano a mano che il mio corpo stava riuscendo a ritrovare un livello più accettabile di equilibrio e di forza vitale, il lavoro sulle resistenze che stavo opponendo all’energia del Fuoco bianco di Alpha Centauri passò ad un livello successivo.
Per tutto il periodo in cui era durato il mio malessere fisico, pur avendo attraversato inevitabilmente dei momenti di scoraggiamento e di preoccupazione, mi ero sentito comunque vitale. Le cose avevano un senso. Potevo essere irritato col mio malessere, ma solo perché desideravo superarlo al più presto per poter continuare a dedicarmi alle cose che mi appassionano e per le quali vale la pena di vivere.
Ma fin dall’inizio dell’anno aveva iniziato a farsi strada dentro di me un sentimento – se così posso chiamarlo – di inutilità del tutto. Piano piano questo sentimento si espanse come il delta di un fiume che sfocia nel mare, e io mi ritrovai completamente sommerso da un senso di vuoto e di inutilità, e insieme di profonda noia e delusione, come se avessi già vissuto tutto quanto era possibile vivere (non solo in questa vita, ovviamente!) e nulla più riuscisse ad interessarmi, tantomeno ad appassionarmi.
Era come se mi sentissi morto interiormente, con il fastidio di avere però ancora un corpo e una vita quotidiana di cui occuparmi.

Non era depressione nel senso vero del termine, anche se probabilmente uno psichiatra l’avrebbe definita tale. Io ho un’esperienza personale della depressione durata quasi cinquant’anni. Ho avuto la fortuna di capire abbastanza presto nella vita che la cosa migliore che potevo fare era di usare la depressione come mia Maestra, e grazie a questo e al potentissimo sostegno della pratica buddista di “Nam myoho renge kyo”, sono riuscito a camminare sulle mie gambe, ad evitare l’uso dei farmaci (che nel mio caso evidentemente non erano strettamente necessari, mentre in altre situazioni possono esserlo) e ad apprendere in profondità tutte le lezioni che la depressione aveva da darmi.
Ma in questo caso non si trattava di depressione, era qualcosa d’altro e non riuscivo a capire esattamente che cosa. Dentro di me non ero in uno stato di profonda sofferenza come mi succedeva un tempo quando ero in una fase depressiva. Ero semplicemente privo della forza della vita, della voglia di vivere. Il solo pensare al mio futuro mi procurava un senso di vuoto e di noia. L’idea di dover continuare a vivere per chissà quanti altri anni era in sé stessa deprimente, e quasi mi pentivo di avere ormai deciso in questi ultimi anni di restare sul pianeta ancora a lungo per contribuire al cambiamento di era ormai avviato.
Le azioni della vita quotidiana diventavano faticose. Era come se fossi intrappolato in un manto di energia pesante che rendeva faticoso o addirittura estenuante qualsiasi movimento. Gli unici momenti di respiro erano quelli dedicati al lavoro. La mia esperienza professionale mi permetteva allora di chiudere fuori il “mio” mondo ed entrare in un clima più respirabile.

Ero stato risucchiato così prepotentemente da questa energia pesante che inizialmente non ero stato neanche in grado di capire cosa stava succedendo. Attribuii la cosa a una serie di esperienze del mio passato che forse ancora non erano state pacificate, cosa sicuramente in parte vera, ma questo non mi fu di molto aiuto.
Oltretutto si avvicinava la data del seminario sui contatti tra la Nuraxia ed Alpha Centauri che avevo dovuto annullare a dicembre, e non mi sentivo certo nello stato migliore per tenerlo. Ero sicuro che il seminario sarebbe comunque andato bene, ma l’umore che avrei voluto avere nel tenerlo non era certo quello.
Per fortuna dal venerdì precedente il seminario le cose migliorarono. Senza un motivo particolare mi sentii alleggerito, gli ultimi preparativi per il seminario riaccesero il mio entusiasmo e ci fu un momento sabato sera in cui guardandomi davanti allo specchio mi dissi spontaneamente: «sono pronto
Il seminario andò molto al di sopra delle mie aspettative. Il gruppo, pur essendo composto da persone che in buona parte si vedevano per la prima volta, ha trovato quasi immediatamente una sua unità e una sua energia, davvero molto forte e interessante.
Come avevano promesso, i Maestri nuragici di Alpha Centauri sono intervenuti attraverso la voce del mio amico Roberto, e dopo aver espresso il loro punto di vista su quella riunione che stavamo tenendo ci hanno guidato in un profondo e suggestivo rituale di collegamento con il sole centrale della galassia.
Durante il seminario mi sentivo veramente bene, sia fisicamente che spiritualmente. E per di più avevo la concreta speranza che il senso di vuoto in cui ero stato immerso recentemente fosse stato finalmente superato.
Ma non più tardi del giorno dopo mi ritrovai a stare come prima, e venni nuovamente inghiottito dalle sabbie mobili.
Le informazioni ricevute interiormente dai Maestri nuragici nel corso del seminario mi aiutarono però a cambiare subito prospettiva. Anziché respingerla, iniziai a entrare in contatto con quella cappa energetica. Mi resi subito conto che non era tutta roba mia. Era un’energia collettiva, che esiste sul pianeta e nella storia della Sardegna antica trova delle spiegazioni. Riflette in parte la frustrazione, il dolore e la delusione di tutti quei sardi dell’epoca della Nuraxia che senza riuscirci hanno tentato in tutti i modi di mantenere l’armonia e hanno visto distruggere sotto i loro occhi una civiltà di luce spiritualmente evoluta che essi stessi avevano costruito.
Chiesi aiuto, ovviamente, e mi arresi. Accolsi quell’energia, le riconobbi il diritto all’esistenza dentro di me, mi impegnai a mantenere la mia luce mentre la attraversavo. Una volta che avevo visto che si trattava semplicemente di un’energia troppo densa non c’era più motivo di disperarsi o soffrire inutilmente. Il mio addestramento sciamanico mi forniva tutti gli strumenti per rarefarla e trasformarla. E non era importante se fossi riuscito a trasformarla in pochi giorni o in diversi mesi. Quello era evidentemente il compito che per me era necessario svolgere in quel punto del percorso. Mentre lavoravo sull’energia troppo densa mi aprivo a ricevere il Fuoco bianco senza più resistenze ma anche senza cercare di essere ciò che non ero. Mi sentivo di dare fiducia ai Maestri nuragici di Alpha Centauri, ma non cercai di nascondere la mia stanchezza e il mio scoraggiamento.

Nel frattempo Massimo e Corinna (gli organizzatori del seminario col contattista peruviano Ricardo Gonzalez tenutosi ai piedi del monte Arcuentu l’estate scorsa) mi proposero di tenere insieme a loro nel weekend lungo fra la fine di maggio e l’inizio di giugno un ritiro-vacanza sull’altopiano del Golgo, vicino a un tratto di costa tra i più belli della Sardegna. Quattro giorni tra meditazioni, rituali, nuraghi, camminate nella natura e bagno (clima permettendo) nel mare di un paio di spiagge meravigliose.
Nonostante il mio senso di vuoto, che era ancora la vibrazione di fondo delle mie giornate, non era possibile rifiutare un’occasione come quella, servita su un piatto d’argento. Così accettai, iniziammo a organizzare l’iniziativa − con tempi inizialmente molto stretti vista la necessità di fissare le stanze nel rifugio gestito da una cooperativa che ci avrebbe ospitati − e i segnali furono subito molto incoraggianti.
Mentre cominciavo a pensare che cosa avrei potuto proporre in quei quattro giorni, mi vennero in mente le foche.
Un motivo c’era. A poca distanza dal luogo in cui si svolgerà l’incontro c’è la Grotta del fico, che è il luogo in cui l’ultimo gruppo di foche rimasto di stanza in Sardegna dimorava, fino agli inizi degli anni ottanta del secolo scorso. Da anni desideravo visitare quella grotta e ora c’era l’occasione di inserire la visita nel programma. Potevo progettare un “incontro” con le foche per il ritiro-vacanza.
Anni fa con un’amica con cui canalizzavamo frequentemente, eravamo entrati in contatto telepatico con le foche. Le foche sono esseri molto evoluti dal punto di vista della coscienza. Hanno una coscienza gruppale condivisa da tutti che consente di vivere in piena armonia e di arricchirsi delle esperienze che ognuno fa. La loro energia è estremamente leggera, frizzante, giocosa, e quando le foche si fecero avanti nei miei pensieri, mi dissi che la loro energia sarebbe stato per me un toccasana, nello stato in cui mi trovavo.
In ogni caso ne parlai con Massimo e Corinna, che condivisero il mio entusiasmo, e iniziai ad approfondire questo contatto con le foche. Ma di questo parlerò con più calma in un prossimo post.

Dallo scorso weekend il manto di energia pesante e gelatinosa che mi avviluppava ha iniziato a sciogliersi, a venire riassorbito. Sono cosciente che è possibile che non sia stato completamente trasformato, così misuro la mia ritrovata leggerezza contemperandola con la consapevolezza che potrei dover attraversare altri momenti altrettanto pesanti, ma quella che sicuramente è cambiata è la mia prospettiva.
Che i primi mesi dell’anno sarebbero stati molto difficili e impegnativi era previsto, come era previsto che l’eclissi di sole in concomitanza con l’equinozio e con la superluna nuova avrebbe marcato la fine di una fase e l’inizio di una nuova ondata di cambiamento.
Io non ho visto l’eclissi di stamattina, non ho neanche cercato di vederla. Gli effetti di un eclissi solare si percepiscono energeticamente già da prima e per diversi mesi dopo il suo verificarsi. La cosa importante è sintonizzarsi sulle nuove frequenze che l’eclissi ha portato, così da poter essere sempre meno invischiati nella pesantezza della densità, pur continuando a vivere in un mondo materiale e cercando di viverci nel miglior modo possibile.
Il lavoro con e sulle energie è la chiave per riuscire a farlo.

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2 commenti su “Prima dell’eclissi

  1. Piemme il said:

    Ciao Momi
    è un po’ che non scrivi…mi dispiace per i tuoi malesseri.
    Ultimamente anch’io avverto un senso di vuoto, ma credo che nel mio caso sia dovuto a qualcosa di più “terrestre”… saranno i problemi sul lavoro? Boh! Probabilmente si, andiamo avanti, non c’è alternativa.

  2. Questo è un periodo di grandi trasformazioni e quindi anche di grandi turbolenze. Un po’ per tutti. Ma adesso l’energia ha iniziato a cambiare e la situazione, pur restando impegnativa, dovrebbe alleggerirsi. Buona primavera

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