Poesie dei WingMakers: Camera 12

WingMakers – Dipinto della Camera 12 del sito Ancient Arrow
WingMakers – Dipinto della Camera 12 del sito Ancient Arrow

WingMakers − Poesie della Camera 12 del sito Ancient Arrow

(tradotte liberamente da Momi Zanda − il testo originale inglese si trova nella sezione
Poetry del sito www.wingmakers.com)

WingMakers

Son destinato a sedermi sulla sponda del fiume
attendendo parole dagli alberi spogli
e dai fragili fiori che han perso il loro nettare.
Dall’altra riva
mille occhi impassibili
osservano oltre l’acqua.
Le loro voci mute cercano ricompense d’altro tipo.
I loro sorrisi misurati mi lasciano vuoto.

Sono per sempre estraneo a me stesso?
(Questo pensiero mi paralizza.)

Sono un orfano che insegue pallide ombre
che portano a uno specchio incurante?
Dove sono quelle ali leggere che il destino mi annunciò?
Sto aspettando che il fiume me le porti
e le depositi sull’argine
ai miei piedi.

I miei piedi sono catene di un altro tempo.
La mia testa è una finestra rimasta a lungo
chiusa ad altri luoghi.
Tuttavia, vi sono luoghi
che salvano la raffinata lingua
e assemblano la sua selvaggia luce
come uccelli che celebrano il sole.
Io ho visto questi luoghi nella quiete
dell’altra sponda.
Invocando come il bacio di un amante
di sapere ciò che sapevo prima,
di giungere al Raccolto
e lasciare il mio benvenuto.

Questi pensieri sono confezionati con tale cura
da guardare come occhi di vetro che carezzano il passato.
Mi sforzo di ascoltare la loro guida
ma i campi serpeggianti sono il mio sentiero.
Quando esploro i venti oscuri
del cuore virtuale
posso udirne la voce che dice:
«Perché sei intrappolato insieme ai venti?»
E sento che una grande visione scritta nella sabbia
aspetta un vento infinito.

Questi venti mi porteranno
oltre la più profonda dissimulazione?
Smaschereranno le segrete misure
e le fedeli dimore del tempo?
Cercheranno tra gli infiniti spazi
quello che mi può definire?

Le ali vengono scordate da tutti coloro che viaggiano a piedi.
Le linee sono state tracciate così tante volte
che raramente vediamo l’incrocio
della nostra perdita sebbene sentiamo la perdita del nostro incrocio.
Percepiamo la risacca delle nuvole.
La forza di gravità del cielo.
Lo sforzo indolore delle silenziose preghiere di speranza.
Ma le nostre ali, private del volo,
ci lasciano come fiumi appena nati che balbettano sopra le rocce
agognando le profondità di un mare silente.

Mi son ritrovato vecchio all’improvviso.
Come i merli che sciamano
dalla linea dell’orizzonte,
la mia vita si è alzata in volo sopra questo fiume
in cerca delle mie ali.
Non c’è nessun’altra chiave per voltarmi.
Non c’è nessun’altra leggenda a cui rivolgermi.
Parlare ai fiori e agli alberi nodosi
mi farà fare solo un passo avanti –
quando in realtà io voglio premere il volto
contro il vetro della finestra
e guardare i WingMakers che fabbricano le mie ali.

Chamber 12. Poem 1

L’arrivo

Ho tenuto una veglia per la lucidità
nei campi privi di orizzonte dove nulla splende
eccetto il bagliore del mio fuoco
e il disco argenteo della notte infinita.

D’improvviso, capisco di essere solo nella landa selvaggia
senza occhi umani con cui entrare in contatto.
Solo, col mio tesoro di suoni
nel puro silenzio dell’arrivo.

Chamber 12. Poem 2

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