La Nuova Era è in arrivo

Sono andato a incontrare Kryon — per la prima volta canalizzato in Italia, a Milano Marittima, da Lee Carroll — per una guarigione.
Ovviamente c’era la curiosità di conoscere Carroll ed il suo staff. C’era la convinzione che fosse importante che io fossi presente. C’era il desiderio di riportare qua in Sardegna e tra gli amici le frequenze di Kryon. Ma chiedendomi, nel corso delle mie meditazioni preparatorie a quel viaggio, che cosa ci andavo a fare e cosa mi aspettavo, mi sono reso conto che quello che desideravo e di cui avevo bisogno era una mia guarigione. Non parlo di una guarigione fisica (per il momento la mia salute va abbastanza bene), ma di una guarigione interiore, spirituale, di cui sentivo il bisogno perché quest’anno, com’era prevedibile, sono riemersi ben visibili i miei squilibri, i nodi irrisolti, le vecchie sofferenze solo in parte sanate. E ho anche compreso che sarebbe stato inutile focalizzarmi su qualcuno dei problemi che mi creano preoccupazione e frustrazione nella mia quotidianità. Quello che profondamente desideravo era una guarigione profonda, lo scioglimento di un intrico di vecchie energie ancora presente dentro di me.
Kryon molto spesso durante le sue canalizzazioni ha detto che potevano avvenire e stavano avvenendo delle guarigioni. Perciò sentivo che il mio intento era corretto e che onorava le energie di Kryon.

Dal punto di vista pratico il mio breve viaggio è andato nel modo migliore. Ero con un gruppetto di amici e perciò è stata anche una piccola piacevole vacanza.
Sabato mattina verso le undici eravamo al palazzo dei congressi di Milano Marittima in attesa che aprissero le porte, per registrarci e prendere un caffè al bar interno (un ottimo caffè).
A mezzogiorno il convegno è iniziato, e non nel migliore dei modi, devo dire. La presenza di energie fortemente disturbanti era palpabile. Forse erano quelle che ognuno dei quasi cinquecento partecipanti aveva portato con sé. O forse erano le vecchie energie ancora scatenate nel pianeta che cercavano di interferire. Uno degli effetti tangibili di queste “basse” energie era che l’audio funzionava malissimo e nelle file di sedie in fondo alla sala, dove eravamo seduti noi, non si sentiva quasi nulla. Bisognava stare costantemente con l’orecchio teso per riuscire a cogliere qualcosa, e non era perciò possibile seguire con la giusta attenzione e rilassatezza gli esercizi e le meditazioni proposti da Peggy Dubro, che lavora con Kryon da una quindicina d’anni e che ha aperto il convegno. Insomma, la prima mattinata, per fortuna durata solo un paio d’ore, è stata una mezza tortura.
Dopo la pausa pranzo le frequenze hanno cominciato a salire, il problema audio è stato quasi risolto, e a quel punto è iniziata la cura per la mia “malattia” spirituale. Una sorta di operazione a cuore aperto senza anestesia, ma ero stato io a chiederla e andava bene così. Se non avessi temuto di disturbare sarei scoppiato in singhiozzi a più riprese. E nel fiotto di vecchie energie e vecchie credenze che scorreva fuori insieme alle mie lacrime, una cosa risaltava con chiarezza: il senso di indegnità, il disamore per me stesso, che speravo di avere definitivamente superato e che invece ancora si annidava dentro di me. Mi sentivo assolutamente impotente, maldestro e incapace di superare l’impasse in cui mi trovavo per proseguire il mio percorso di ascensione. Non mi restava che affidarmi totalmente e con fiducia alle mani dei medici.
E i medici per fortuna erano bravi. A partire dai due musicisti presenti: Robert Coxon, con la sua musica celestiale, e Anders Holte, con una voce che viene dai tempi di Lemuria e di Atlantide. Verso la fine della giornata c’è stata una canalizzazione a due di Lee Carroll e Peggy Dubro. Peggy ha canalizzato il Saggio Divino Femminino: finalmente c’era una Madre che mi confortava e mi amava incondizionatamente, tra le cui braccia potermi abbandonare.
All’uscita dal palazzo dei congressi la mia operazione era ancora in corso. Sarebbe terminata l’indomani. Per fortuna ero con amici e perciò ho potuto chiacchierare, ridere e distrarmi, evitando di chiudermi nella mia sofferenza. E in ogni caso una parte di me era perfettamente consapevole di quello che stava succedendo e osservava con partecipazione ma anche con distacco, sapendo che tutto stava andando nel migliore dei modi.
Dopo una notte piuttosto agitata la mattina dopo stavo decisamente meglio. L’energia del convegno era ormai elevatissima e già nel corso della mattinata ho percepito che l’operazione a cuore aperto si era felicemente conclusa. Forse ci sarebbe stato bisogno in seguito di un’ulteriore cura, ma la guarigione era avvenuta. Per tutta la giornata le mie lacrime continuarono a scorrere, ma erano lacrime di commozione e di sollievo, causate dalla consapevolezza che davvero stiamo tutti tornando a casa.

Fare un resoconto del convegno e di ciò che ha detto Kryon non è lo scopo di questo post, e chi vuole può ascoltare le canalizzazioni date da Lee e Peggy in quei giorni scaricandole a questo link: http://www.stazioneceleste.it/kryon.htm (sono in alto nella pagina).
Ma alcune cose mi hanno colpito particolarmente. La prima quando Kryon si è rivolto alle “vecchie anime” sottolineando che uno dei nodi più profondi che dobbiamo sciogliere è la mancanza di autostima, che è proprio ciò che io avevo percepito durante l’operazione a cuore aperto. Poi quando ha spiegato alcune delle nuove modalità che si stanno attivando nella nuova era. Una di queste è la “sincronicità pianificata” che ci permetterà di realizzare facilmente i nostri progetti. In pratica, se ci faremo guidare dall’intuizione riusciremo a essere intenzionalmente nei luoghi e nei tempi giusti così da vivere le situazioni e gli incontri che ci porteranno sincronicamente a realizzare ciò che desideriamo. Questo fenomeno sarà così evidente che le persone attorno a noi ci considereranno sfacciatamente fortunati.
E proprio in quei giorni ho avuto una piccola ma significativa esperienza di questo tipo di sincronicità. La sera di sabato dopo un’infruttuosa ricerca siamo finiti in un pessimo ristorante, di quelli simili a una catena di montaggio, con molti tavoli appiccicati gli uni agli altri, cibo cattivo e prezzi esorbitanti. A fine cena, in attesa del grappino finale, sono uscito dal locale per fumarmi una sigaretta. Mentre fumavo si è avvicinato un ragazzo indiano, o pakistano, con le solite rose da vendere. Aveva sul viso un’espressione tra il disperato e il rassegnato. Esitava all’esterno indeciso tra l’entrare oppure no, e probabilmente era stato bloccato dal farlo dallo sguardo di uno dei camerieri. Io ero in un momento di ipersensibilità e ho provato un vero e proprio dolore alla vista di quel ragazzo, pensando alla sua condizione, ai sentimenti che doveva provare e che trasparivano dal suo viso. Avrei voluto far qualcosa per lui, ma ero uscito giusto per fumare una sigaretta e non avevo soldi con me. Forse avrei dovuto andare a prenderli, e comprargli qualche rosa, ma non ebbi la prontezza di farlo e lui dopo un paio di minuti voltò le spalle e si allontanò. Vedendolo allontanarsi mestamente il mio dolore si acuì enormemente (non dimenticate che ero nel pieno di un’operazione a cuore aperto!). Era come se percepissi in lui il dolore di tutta l’umanità, lontana da casa e tormentata dalla scarsità e dalla mancanza. Mi venne l’impulso di inseguirlo, incoraggiarlo, magari regalargli la pietra di quarzo rosa (simbolo dell’amore) che quella sera un ragazzo aveva donato a tutti i partecipanti al convegno. Ma qualcosa mi impedì di farlo. Così, semplicemente, raccolsi da dentro di me tutto l’amore che Kryon mi aveva trasmesso in quella giornata e glielo inviai, con l’intento di abbracciarlo, di inondarlo con quell’amore, con la preghiera che la sua vita potesse riempirsi di abbondanza. In questo modo il dolore cessò, mi tranquillizzai e potei tornare dentro.
La sera successiva, la nostra ricerca di un posto dove mangiare qualcosa che non fossero piadine o panini senza essere spennati fu più fortunata. In una strada laterale fui attratto da un  piccolo ristorantino molto carino, con i tavoli all’aperto. Sulle prime temetti che fosse un locale troppo caro, ma avvicinandoci per leggere il menù esposto all’entrata ci accorgemmo che i prezzi erano più che ragionevoli. Il gestore e il personale si rivelarono cordiali e professionali, l’ambiente era intimo ed elegante, con una musica rilassante in sottofondo, il cibo buono, e ottima la grappa. Eravamo allegri e rilassati dopo la fine del convegno, e stavamo chiacchierando amabilmente quando vidi avvicinarsi lo stesso ragazzo della sera prima, col suo mazzo di rose. Aveva il viso molto più disteso. Tutta l’atmosfera era più umana. Incrociai il suo sguardo, gli sorrisi, gli feci cenno di avvicinarsi e regalai due rose a ognuna delle mie tre amiche, con loro iniziale stupore (solo dopo raccontai loro tutta la storia). Il ragazzo se ne andò sorridente e soddisfatto, e credo non solo perché aveva raggranellato un po’ di soldini, ma anche perché era stato trattato da essere umano e aveva sentito il nostro calore. Io ero più raggiante di lui. Si era compiuto un piccolo miracolo e avevo avuto una bella esperienza della sincronicità pianificata di cui aveva parlato Kryon quella sera. Ed ero sempre più convinto che, come spiega Kryon, la compassione, anche nelle piccole azioni, è l’energia che ci permetterà di creare la nuova terra.

Domenica nella sua canalizzazione conclusiva Kryon ha ribadito che questo è un anno difficile, e lo sarà anche in questi ultimi mesi. Ci ha invitato a non prendere decisioni, perché non è questo il momento, e a concederci una “vacanza spirituale”. Ma ha anche detto che nel 2014 l’energia cambierà, le cose diventeranno più facili, il nuovo inizierà a manifestarsi. Ha spiegato che ha già visto questo succedere negli altri pianeti che hanno già affrontato lo stesso cambiamento che stiamo affrontando noi, e che perciò possiamo fidarci che questo avverrà. La Nuova Era è in arrivo. E cosi è.

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3 commenti su “La Nuova Era è in arrivo

  1. regina il said:

    bellissimo articolo, mi hai fatto rivivere l’incontro con kryon e la bellezza di quelle due giornate a milano marittima, grazie

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