Contatti cosmici. 3: Segni nel cielo

Luna piena con orbs - sabato 12 luglio 2014, Monte Arcuentu
Luna piena con orbs – sabato 12 luglio 2014, Monte Arcuentu

Benché mi fossi sentito da subito fortemente attratto dal seminario con Ricardo Gonzalez, ebbi qualche esitazione nel decidere di partecipare, sia per una serie di motivi logistici di secondaria importanza, che mi sembra inutile ricordare qua, sia perché nello stesso weekend era in programma un seminario itinerante di pratiche andine.
Come ho accennato in altri post, dalla primavera dell’anno scorso ho frequentato una serie di seminari sulle tecniche energetiche andine insegnate dai maestri Q’ero, che vivono a oltre 4000 metri di altezza sulle Ande peruviane e che sono considerati gli eredi più puri della saggezza e delle tradizioni spirituali dell’impero Inca. I seminari sono stati tenuti da Roberto Sarti, che pratica le tecniche andine da quasi vent’anni sotto la guida dei maestri Q’ero. Nell’ottobre scorso Roberto è anche riuscito a portare a Cagliari due di loro, don Martin Quispe e don Lorenzo Capa, e a maggio ha tenuto un seminario con il suo maestro principale, don Juan Nuñez del Prado, che non appartiene alla nazione Q’ero ma è un antropologo peruviano, ormai di fama internazionale, che mentre studiava la comunità Q’ero dal punto di vista antropologico a un certo punto decise di intraprendere un percorso di iniziazione con quegli stessi maestri che erano oggetto dei suoi studi, e a sua volta è diventato un eccellente praticante e maestro delle tecniche energetiche delle Ande.
Proprio negli stessi giorni in cui era previsto il seminario di Ricardo, Roberto aveva fissato un seminario itinerante che si sarebbe svolto in diversi siti megalitici sardi, e mi dispiaceva molto non partecipare anche perché avevo scelto io stesso i siti megalitici  e lo avevo accompagnato in giro per la Sardegna per farglieli conoscere così che potesse costruire l’itinerario del seminario in base alle sue esigenze.
Ma pensai anche che Roberto avrebbe continuato a venire a Cagliari anche in futuro, mentre l’arrivo di Ricardo Gonzalez in Sardegna era un “unicum” che chissà se e quando si sarebbe ripetuto. Perciò alla fine decisi di optare per Ricardo, tanto più che due mie amiche a cui avevo parlato del seminario avevano deciso di partecipare anche loro.
Come ho già raccontato in un post precedente, a giugno io e le mie amiche andammo in avanscoperta nell’agriturismo in cui si sarebbe tenuto il seminario, e in quell’occasione comunicai col Monte Arcuentu che mi incoraggiò e mi rassicurò sulla buona riuscita del seminario.
Qualche tempo dopo tutti e tre fummo protagonisti di un avvistamento che non esito a definire straordinario. Era un sabato notte (se non ricordo male il 21 giugno). Le mie amiche mi stavano riaccompagnando a casa dopo una cena, verso l’una e un quarto. Io abito a Pirri, una frazione di Cagliari lontana dal centro e molto tranquilla, perciò a quell’ora non c’era nessuno in giro. Quand’eravamo a pochi minuti da casa mia una delle mie amiche disse concitatamente all’altra, che era alla guida, di fermarsi. Fortunatamente eravamo in un punto dove era possibile parcheggiare. Una volta scesi dall’auto ci trovammo davanti a uno spettacolo incredibile. Eravamo di fronte a una palazzina bassa, a un solo piano, distante pochi metri dal punto in cui ci eravamo fermati. Sopra la palazzina contro il cielo notturno si stagliavano più di una decina di sfere luminose rosse, incandescenti, con una leggera sfumatura aranciata sul bordo. La maggior parte delle sfere erano immobili, ma alcune invece si spostavano velocemente all’interno del gruppo in varie direzioni, con brevi movimenti orizzontali, verticali o in diagonale. Le sfere rimasero in quella formazione diversi minuti, dandoci il tempo di vederle con assoluta chiarezza. Poi, a gruppi di due o tre alla volta, scomparvero all’improvviso. L’impressione che ebbi fu di una loro repentina accelerazione per così dire “supersonica”. Dopo che tutte le sfere nel giro di poche decine di secondi furono sparite in quel modo, dalla loro sinistra arrivarono altre tre sfere identiche alle precedenti. Anch’esse restarono ferme sopra la palazzina per alcuni minuti, come per permetterci di osservarle con attenzione. Poi sparirono allo stesso modo delle prime.
Fin dalla mia adolescenza avevo desiderato vedere un Ufo, e ora ne avevo visto un’intera flottiglia! Ovviamente non si trattava di vere e proprie astronavi, erano troppo piccole per esserlo. Forse erano dei ricognitori, delle sonde, o qualcosa di simile. Ma non avevo il minimo dubbio che quelle sfere fossero extraterrestri e che fossero apparse apposta per noi tre, per darci un segno inequivocabile della loro esistenza e aiutarci a entrare nello spirito del seminario di Ricardo.
Per gli scettici, che penseranno subito a spiegazioni alternative come i palloni sonda o le famigerate lanterne cinesi – che spesso davvero vengono scambiate per Ufo – mi limito a dire che le sfere erano talmente vicine che se fossero state lanterne cinesi o qualcos’altro di conosciuto lo avremmo visto chiaramente. Inoltre i palloni sonda o le lanterne cinesi non possono rimanere completamente immobili per diversi minuti – mentre alcune di loro si muovono con spostamenti e arresti improvvisi – per poi scomparire di colpo. E per di più come ho detto quella zona della città a quell’ora era deserta, e non mi risulta che nei paraggi vi fossero feste o celebrazioni.
Un altro fenomeno strano che si verificò è che, nonostante il cielo fosse limpido e noi fossimo a breve distanza, quando inquadravo le sfere con la macchina fotografica del mio Nokia, sullo schermo – e nelle foto che ho scattato – non appariva assolutamente nulla se non il fondo nero del cielo. Ho letto che è una cosa che talvolta succede in caso di avvistamenti. Era come se quella apparizione fosse destinata solo a noi e non dovesse essere registrata con delle immagini.
In ogni caso, al di là di tutte le considerazioni razionali che potrebbero essere fatte, quell’avvistamento ebbe per me una grande importanza in preparazione al seminario di Ricardo. Dopo le rassicurazioni datemi dal Monte Arcuentu, gli stessi extraterrestri – questo era quello che sentivo – mi stavano confermando che ero sulla strada giusta e che quel seminario sarebbe stato per me particolarmente importante e significativo.

Un secondo episodio sorprendentemente sincronico avvenne pochi giorni prima del seminario durante una trance con un mio cliente. Per poterlo raccontare devo fare una piccola digressione.
Da diversi anni io lavoro come counsellor a orientamento ipnologico. Il mio approccio è eminentemente spirituale. Attraverso una trance lucida guido le persone nelle molteplici dimensioni della coscienza, così che possano ampliare la consapevolezza di sé stessi e della realtà e trovare così delle soluzioni creative alle proprie problematiche personali. In effetti, mi considero un moderno sciamano, in base alla definizione del termine che una volta mi diede Gundrum, il mio maestro sciamano incorporeo: «Lo sciamano in origine era colui che sapeva mischiare il sapere di più dimensioni in maniera disinvolta e non soltanto agiva su dimensioni differenti ma anche permetteva un fluire delle dimensioni che fosse armonico.»
I viaggi che io e i miei clienti facciamo in altre dimensioni, in altri tempi e in altri spazi non sono ovviamente dei viaggi fisici ma, dal mio punto di vista, non sono meno reali, e in ogni caso la maggior parte delle volte producono poi degli effetti molto tangibili anche nella realtà fisica.
Il martedì che precedeva il seminario di Ricardo avevo un appuntamento con R., un mio cliente e amico con cui sto lavorando da diversi anni.
All’inizio della trance R., con mia enorme sorpresa, esordì con queste parole: «Possiamo vedere Alpha e Beta Centauri, che in questo momento si sono collegati, si sono uniti per far fluire verso di noi delle informazioni.»
È giusto precisare che nel corso del suo lavoro con me anni prima era emerso che R. aveva un collegamento particolare con Hadar. Questo fu il nome che R. usò durante una trance, senza che né lui né io sapessimo minimamente a cosa quel nome si riferisse. Solo in seguito appurammo che Hadar è un altro nome di Beta Centauri.
Per diverso tempo avevamo lavorato assieme su quel collegamento, ma questo era avvenuto alcuni anni prima, e in ogni caso non si era mai parlato di Alpha Centauri. Ora R. iniziava la trance parlando di Alpha Centauri. Ovviamente non sapeva che pochi giorni dopo avrei partecipato al seminario di Ricardo, né tantomeno che gli extraterrestri con cui era in contatto Ricardo venivano proprio da un pianeta di Alpha Centauri. La coincidenza era a dir poco sorprendente.
In ogni caso nel corso della trance fummo guidati ad andare su un pianeta di Alpha Centauri – ebbi l’impressione che si trattasse di un pianeta che si trovava in una dimensione non fisica, o meglio con una fisicità molto più rarefatta della nostra – e lì incontrammo i discendenti degli antichi sardi che si erano trasferiti su quel pianeta quando la civiltà nuragica si era degradata. O meglio, incontrammo due loro rappresentanti, che si presentarono come il Maestro dell’amore incondizionato e il Maestro dei pianeti. Alla fine della trance ci dissero di andare insieme appena possibile al nuraghe Arrubiu, ad Orroli, perché lì ci sarebbero state date altre informazioni.
Alla fine della seduta ero decisamente sconcertato. Come la famosa giallista Agatha Christie fa dire al suo geniale investigatore Hercule Poirot: «una coincidenza è una coincidenza, due coincidenze sono un indizio, tre coincidenze fanno una prova». In quel momento le coincidenze erano soltanto due, ma nel corso del seminario con Ricardo se ne sarebbero aggiunte alcune altre, ancora più sorprendenti.

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